lunedì 22 febbraio 2016

Io sono laureata in giurisprudenza. Ed ho fatto per più di due anni pratica da un avvocato, prima di fare il concorso in banca e divenire un'impiegata del credito.
Ricordo una delle prime udienze a cui assistetti, come praticante. Era una separazione. Consensuale, ma pur sempre separazione. Quando uscimmo dall'aula la moglie, da noi assistita, scoppio' in un pianto dirotto. Mi ricordo che in quell'istante mi giurai che a me nella vita non sarebbe mai dovuto accadere. Due firm...e, in fretta e furia. Un No stringato alla domanda su eventuali possibilità di riconciliazione e nulla più.
Cinque minuti per cancellare una vita.
Cercai di consolare quella signora, e le dissi che il tempo avrebbe asciugato tutto, quelle lacrime e quel dolore.
La vita poi è beffarda, perché ti fa vivere proprio quello che ti eri promessa di evitare.
Quei cinque minuti li ho respirati anche io.
E quando accadde mi dissi che nella vita non bisogna far progetti, perché non sai mai quello che ti riserva.
Ma soprattutto ricordai le lacrime di quella signora. E pensai che in fondo le avevo detto un gran cazzata.
Perché il tempo non le asciuga quelle lacrime.
Quelle restano.
E restano per sempre. Perché quel per sempre lo hai promesso. E le promesse, in qualche modo, non si dimenticano. Mai.

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